Al via le feste della castagna in Appennino, la siccità ha dimezzato la produzione ma non la voglia di caldarroste

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caldarroste-2Sui banchi dei fruttivendoli e dei mercati sono arrivate le prime castagne e in tutto l’Appennino hanno preso il via eventi e sagre per festeggiare questo frutto, oggi pregiato, che un tempo veniva definito “pane dei poveri”.

Da domenica scorsa e per altre due domeniche – quelle del 15 e del 22 ottobre – a Zocca si rinnova l’appuntamento con la Sagra della Castagna (info: proloco.zocchese@comune.zocca.mo.it), arrivata quest’anno alla 40ª edizione e con un vero e proprio boom di presenze registrate durante la prima giornata. Lungo le vie del centro numerosi stand gastronomici accolgono i visitatori offrendo castagne e marroni di produzione locale (il celebre “Marrone di Zocca”), prodotti a base di farina di castagne (ciacci, polenta, mistocche, torte e dolci) e tanti altri prodotti tipici, come i borlenghi, le crescentine, i salumi e i formaggi.

I grandi bracieri allestiti in piazza e gli “spadellatori” che cuociono le caldarroste rappresentano il cuore di questa grande festa popolare che vuole rispolverare le radici della sua gente e celebrare quel frutto che per millenni fu alla base dell’alimentazione montanara. Mercatini artigianali, del riuso e dei produttori locali, spettacoli con gruppi folkloristici e bande musicali, laboratori e giochi per bambini accompagnano la kermesse arricchita anche dalla presenza del Museo del Castagno, allestito a Zocca dal 2001 nell’Antico Ospitale di San Giacomo e aperto tutte le domeniche (anche di sabato nel mese di ottobre).la-prima-padellata-900x601

Un altro evento in onore della castagna corre parallelamente a quello di Zocca, ma sull’Appennino Reggiano.

E’ la Festa della Castagna di Marola (Info: Associazione ProMarola 0522.813253) che affonda le sue radici nel lontano ottobre del 1964 e che è stata la prima manifestazione dedicata alla castagna dell’Appennino Tosco Emiliano e una tra le prime d’Italia.

Restano ancora due domeniche (15 e 22 ottobre) per assaporare i prodotti tipici dell’Appennino in Piazza Giovanni da Marola e visitare i Metati di Frazera e Caviolla (edifici rurali per l’essiccazione delle castagne del XVII secolo) e i castagneti secolari del paese (info: Ideanatura 338.6744828). Musica, folklore, tiro con l’arco ed animazione saranno concentrati in piazza Ludovico Ariosto mentre, in piazza Giovanni da Marola, verranno spadellate e distribuite le caldarroste accompagnate da vin brulè e si potranno assaporare i piatti tipici della cucina montanara.

Le sagre proseguiranno sull’Appennino Modenese a Montecreto dove, il 28 ed il 29 ottobre, saranno presenti i fornitissimi stand gastronomici “I Sapori della Castagna” per la 32ª edizione della Festa della Castagna (info: comune di Montecreto 0536.63722).ricci-di-castagne-e-castagno

Le feste della castagna anche quest’anno registreranno il tutto esaurito, nonostante la stagione poco ricca di castagne e marroni.

Secondo Coldiretti Emilia-Romagna castagne e marroni hanno registrato “il minimo storico”, con una produzione in calo del 50% rispetto alla già bassa produzione del 2016.

Tutto questo a causa della siccità che non ha inficiato la qualità del prodotto ma ha ridotto drasticamente quantità e dimensioni dei frutti.

 

 

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