E’ tempo di vendemmia sui colli dell’alta Emilia fra le DOC che fanno gola a Bacco

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Agosto e settembre: tempo di vendemmia sulle colline vitivinicole dell’Emilia. Ogni provincia presenta ogni anno una ricchezza enologica di grande spessore, dai vigneti bolognesi a oriente fino alle terre più occidentali della regione sui colli di Parma e Piacenza. Stiamo parlando dei territori compresi tra il fiume Enza e il torrente Stirone nel parmense e delle valli d’Arda, Nure, Trebbia e Tidone sulle colline piacentine, dove l’opera sapiente dei vignaioli ha fatto grande il nome dei vitigni e dei vini locali.

La BertuzzaLa vocazione vitivinicola sui colli piacentini e parmensi è antichissima. L’agronomo Antonio Bizzozero sosteneva l’idea di qualificare in provincia di Parma la coltivazione della vite già nel ’900, quando il vino serviva soltanto a placare la sete e ad insaporire la tavola e, teorizzando che “Bacco ama il colle, e sul colle rimanga il suo tempio ed il suo culto”, ebbe all’epoca numerosi seguaci che ne seguirono le orme selezionando e perfezionando i vitigni.

Nulla da invidiare a Parma da parte dei piacentini, che dalle loro terre hanno visto riaffiorare reperti archeologici a testimonianza di quanto fosse antico il mestiere dei vignaioli sui colli della provincia. Il più famoso è il “gutturnium”, un bellissimo boccale d’argento della capacità di due litri utilizzato in epoca romana che, dissepolto a Veleia nel 1978, ha dato poi il nome ad uno dei vini più famosi della zona, il gutturnio.

Persino Cicerone citò il vino di Piacenza in una sua oratoria, accusando Pisone, padre di Calpurnia, moglie di Giulio Cesare e nativa di quelle parti, di berne “calici troppo grandi”.
Per le loro caratteristiche geologiche e climatiche queste due aree della regione Emilia-Romagna, spiccano quindi da sempre per i pregiati vini che vi si producono, che, grazie al lavoro dei viticoltori, hanno raggiunto importanti traguardi, costruendo intorno ai loro marchi una vera e propria tradizione.

A Casatico, nel comune di Langhirano, nell’inverno del 1977 alcuni viticoltori della collina parmense, consapevoli della riconosciuta qualità dei loro vini e fermamente decisi a tutelarla e promuoverla, si costituirono in associazione: fu il primo passo verso l’istituzione del Consorzio volontario per la Tutela dei Vini dei Colli di Parma che, ancora oggi, dopo quarant’anni, opera nell’interesse di viticoltori e consumatori. Con modalità analoghe, nel 1978, nacque il Consorzio di Tutela dei Parmamenu_Vino_2vini dei “Colli Piacentini”.

Alla nascita dei Consorzi di Tutela, seguì l’arrivo delle prime Denominazioni di origine controllata (DOC), poi integrati successivamente con altre denominazioni. Oggi la DOC Colli di Parma e la DOC Colli Piacentini comprendono entrambe ben 13 vini tra bianchi e rossi nelle varie tipologie; in più, per i due vini più tipici dei colli piacentini, Ortrugo e Gutturnio, sono state create in anni recenti, due DOC dedicate.

Per celebrare questi vini i Consorzi organizzano ricchi calendari di degustazioni, mentre le feste del vino allietano i territori dei colli produttori in diversi momenti dell’anno. Nell’immediato, si segnala che il 3 settembre parte da Borgonovo l’ottava edizione del “Valtidone Wine Fest” (http://www.valtidonewinefest.it/), la più importante rassegna del vino piacentino.