La patata di montagna, tubero d’eccellenza tra produzione di qualità e sagre di inizio autunno

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Sull’Appennino emiliano è in corso in questo periodo la raccolta delle patate, prodotto tipico che fa dell’Emilia-Romagna il maggiore produttore nazionale e della sua montagna il luogo dove si coltivano le “eccellenze”.

patateIl clima delle zone montane rappresenta infatti la condizione ideale perché questo prelibato tubero sviluppi buone caratteristiche organolettiche, anche se, negli anni, l’agricoltura italiana è riuscita ad attuare un miglioramento genetico della patata e ad adattarla a qualsiasi zona geografica, nonostante la pataticoltura nazionale sia essenzialmente basata sulla coltivazione di varietà selezionate in altri Paesi.

Un coltivatore andino (i primi al mondo a coltivare la patata) mai avrebbe potuto immaginare che in Europa le patate sarebbero state piantate anche in pianura, dove il clima non poteva creare aspettative di raccolti abbondanti. Impropriamente detto “tartufo bianco”, questo tubero inizialmente fu destinato esclusivamente all’alimentazione del bestiame, poi, a partire dalla metà del XVIII secolo, divenne invece un’importante risorsa alimentare, quando il rapido incremento della popolazione in Europa e l’aumento delle necessità di cibo resero necessaria l’adozione della sua coltivazione. La patata poteva infatti fornire una quantità di calorie di 2-4 volte superiore, a parità di superficie coltivata, rispetto al frumento, alla segale e all’avena; inoltre aveva tempi di maturazione minori.

Per gli abitanti del nostro Appennino, insieme alle castagne, la patata ha in passato rappresentato una delle principali fonti di sostentamento, mentre oggi è un vanto per i suoi produttori, che attraverso l’innovazione e la diversificazione delle coltivazioni, hanno saputo soddisfare un’ampia sfera di consumatori e rendere “famosi” i loro tuberi.

patate-il-palazzinoLa più richiesta e conosciuta è probabilmente la patata di Montese, insuperabile per la sua qualità certificata e riconosciuta anche dal marchio “Tradizione e Sapori di Modena”. I tipici “solchi” sono ormai parte del suggestivo paesaggio agrario del territorio di produzione della patata “montesina”, che raggiunge il suo massimo splendore nel mese di giugno quando la fioritura delle coltivazioni esplode tra il verde delle piante con pennellate di bianco e di rosa.

In questi giorni il lavoro ed il sudore dei contadini arricchiranno le nostre tavole di tonnellate di patate fresche e per le vie dei paesi dell’Appennino inizieranno le feste e le sagre che ogni anno celebrano questo prodotto tipico dell’agricoltura tra buona cucina, musica e mercatini.

A Montese il 13 settembre si conterà la 42a edizione della Sagra della Patata, ma molte altre iniziative allieteranno l’inizio dell’autunno montanaro e “patatifero”, da Toano il 2 settembre a Castelnovo né Monti il 9 sull’Appennino Reggiano fino a Piandelagotti (Frassinoro) l’8 ed il 9 ottobre, di nuovo sulla montagna modenese.