Uova a Pasqua ma non di cioccolato

postato in: altre notizie | 0

uova benedette

Forse non tutti sanno che qualche anno fa in Appennino le uova di Pasqua non erano di cioccolata bensì erano le uova “benedette”.

Si preparava un bel cestino con uova fresche e fiori di campo e quando il parroco passava a benedire la casa, questo bel cestino si metteva al centro del tavolo e le uova ricevevano una benedizione particolare.

In seguito poi alcune uova venivano lessate e dipinte con faccine, colori e decori primaverili e venivano mangiate (uno a testa dai componenti della famiglia) al ritorno dalla veglia pasquale o la mattina di Pasqua a digiuno prima della colazione. Nella tradizione si mangiava l’uovo benedetto prima di ogni altra cosa, in grazia del Signore, per assicurarsi protezione e aiuto per la salute del corpo e dello spirito.

Altre uova invece (una o due)  venivano gelosamente conservate e utilizzate in caso di estrema necessità per scacciare calamità naturali. Quando ad esempio in estate si vedeva arrivare il temporale carico di fulmini e grandine, che poteva danneggiare il raccolto, si era soliti bruciare in un contenitore di ferro un pò di ulivo benedetto della Domenica delle Palme affiancarlo con l’uovo benedetto e porlo sulla finestra affinchè accompagnato da preghiere potesse allontanare l’evento disastroso.

Ci teniamo a ricordare queste cose perchè fanno parte delle nostre tradizioni e della  cultura contadina. Ne abbiamo tante altre da raccontarvi anche se al giorno d’oggi hanno più il sapore di leggenda che di tradizione. Vi aspettiamo all’Agriturismo Piana dei Castagni  Buona Pasqua a tutti!